COSA SI INTENDE PER SEMPLICEMENTE FELICE?
Scegliere di vivere la propria vita felicemente come è naturale che sia.
La felicità si trova nella semplicità, accettando questo concetto si inizia a vivere semplicemente felice.
Se il tuo intento è quello di essere felice, allora complimenti sei nel posto giusto.
A CHI E’ DEDICATO QUESTO SITO?
A te che soffri nascosta da una lacrima, a te che il cuore sanguina nell’indifferenza di chi ti ha ferita, a te che stringi i denti e vai avanti nella giostra della solitudine.

sabato 17 gennaio 2015

PICCOLO MONDO

Di: Olga D'Ariano
scrittrice

"E quando raccontavo che quella piccola cicatrice sulla mano, fosse il segno della presenza di quel pizzico di magia capace di rendere felici i bambini buoni.
Loro sorridevano, si entusiasmavano assorti nel silenzio ad ascoltare con attenzione ogni mia singola parola, mi veniva quasi il dubbio che vi era davvero quella magia, di cui tanto nelle mie storie parlavo.
Tutti sui lettini sotto le coperte chi aveva freddo, e seduti appoggiati alle ringhiere chi non ne aveva, aspettavano che mi sedessi al loro fianco per raccontare, per loro avermi vicino era un piccolo vanto, qualcosa di cui andare fieri.

Se poi cominciavano a bisticciare, allora io prendevo sempre la mia decisione, mi sedevo sul lettino di mio fratello e dicevo "oggi andrò da Massimo".
Così mi accomodavo mentre lui prendeva la mia mano, che avrebbe tenuto per tutto il racconto, tutti subito in silenzio, non vi era più spazio, né tempo per le discussioni.

Il "Richiamo del Lupo", era così che chiamavo l'orario stabilito dal direttore dell'Istituto, era per le 8:30 mancavano solo 15 minuti e dovevano bastare, ogni sera per farli sognare senza paure e senza brutti risvegli nel cuore della notte con le lacrime agli occhi, per non sognare non ricordare un brutto evento.

Alle 8:30 in punto finivo ero già alla porta della camera, con la promessa sempre sulle labbra del mio ritorno, avevo già salutato tutti, non potevo non salutare qualcuno, chi con un bacio sulla fronte, chi con una carezza sulla testa, erano tutti miei fratelli eravamo una famiglia.

Arrivavo nella camera dei bambini più grandi, la mia camera e mi buttavo nel letto, giusto in tempo per non ricevere un rimprovero o una punizione ingiusta dalla sorvegliante, cominciavo a fantasticare, a creare la nuova storia o creare il seguito di quella che pochi attimi prima avevo raccontato.

Non potevo non farlo, il giorno dopo non avrei avuto altro tempo per pensare e poi buona notte piccolo mondo". 

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